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TAC

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COS’È LA TAC

La TAC (obsoleta definizione per Tomografia Assiale Computerizzata) oggi più opportunamente definita come TC (Tomografia Computerizzata) è una metodica radiologica che sfrutta le radiazioni ionizzanti (raggi X) per la visualizzazione dei tessuti corporei. Con l’avvento delle macchine di seconda generazione e delle apparecchiature TC Multistrato (con e senza impiego di mezzo di contrasto) è possibile l’acquisizione di immagini dettagliate della maggior parte dei tessuti corporei con tempi di esame estremamente ridotti.

Nelle apparecchiature  attulmente in uso (almeno 8 strati) attraverso l’uso di particolari programmi ed algoritmi di ricostruzione, l’esame TC permette la ricostruzione e la visualizzazione delle immagini nei diversi piani dello spazio (MPR ed MPR obliquo) angio-TC, immagini tridimensionali (VR 3D) e ricostruzioni di massima e minima intensità (MIP e miniIP), valido supporto diagnostico ed iconografico tanto per lo specialista radiologo quanto per il clinico.

La nostra TC (Philips Brilliance 16 strati) permette di acquisire estesi volumi corporei in pochi secondi, riducendo gli artefatti da movimento/respiro ed effettuare le ricostruzioni e rielaborazioni sopra citate, ivi comprese le angio-TC dei vasi sanguigni.

COSA STUDIA

Campi di applicazione diagnostica della TC sono estremamente vasti : esami neurologici, oncologici, traumatologici, malformazioni, parenchimali (collo-torace-addome-pelvi), osteoscheletrici.

A causa dei valori di densità “simili” in molte strutture corporee in condizioni di base (per usare una dizione meno appropriata : “in bianco”), con l’eccezione di alcuni esami specifici, l’esecuzione dell’indagine TC si avvale solitamente della somministrazione di mezzo di contrasto per via endovenosa (mdc ev).

L’assenza di mdc può influenzare negativamente la qualità diagnostica dell’esame, fino a renderlo a volte virtualmente “inutile”. Non esitate a chiedere informazioni ai nostri specialisti radiologi per qualsiasi dubbio, curiosità o chiarimento.

QUANDO EVITARE

La esposizione alle RI sono assolutamente vietate sulle donne in gravidanza. Unica eccezione le pazienti in pericolo di vita. Vanno ridotte al minimo indispensabile sulle donne in età fertile e sui minori. Inoltre ogni qualvolta è possibile ottenere le stesse informazioni diagnostiche tramite pratiche non invasive andrà escluso l’utilizzo del RI.