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MAMMOGRAFIA

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COS’È LA MAMMOGRAFIA

Metodica diagnostica che impiega Radiazioni Ionizzanti (raggi X) per studiare il tessuto mammario.

In corso di esame mammografico, la macchina esercita una leggera compressione (non dolorosa) sul corpo del seno per migliorare la visibilità dei tessuti.

Il seno femminile è prevalentemente composto da due tipi di tessuti : ghiandolare  e adiposo (grasso). La ghiandola è in genere maggiormente rappresentata nelle donne giovani ed in età fertile (ormoni), questo è quello che viene definito “seno denso”.

Con l’avanzare dell’età (da circa 40 anni) si ha una progressiva e normale sostituzione del tessuto ghiandolare con quello adiposo (grasso),generando quello che viene definito“seno chiaro”.

Per questo motivo in età giovanile si preferisce studiare il seno attraverso l’ecografia (che ha anche il vantaggio di essere non invasiva perchè non utilizza le RI).

Non è infrequente che, nello studio del seno in pazienti meno giovani ma con ancora una buona rappresentazione ghiandolare, sia necessario associare alla mammografia anche l’ecografia mammaria.

Il nostro mammografo HELIANTHUS – METALTRONICA  permette l’acquisizione di immagini digitali con alto dettaglio risolutivo e la più bassa esposizione alle radiazioni, utili ad una corretta acquisizione.

Per il miglior confort della paziente, il sistema di compressione automatico esercita una modesta e progressiva compressione del seno. Nel nostro presidio le indagini mammografiche vengono eseguite da TSRM di sesso femminile.

QUANDO FARLA

La Mammografia è riconosciuta come importantissimo test di screening per cercare di individuare, quando possibile, una malattia del seno in fase precoce (diagnosi precoce). Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, lo screening è rivolto alle donne di età compresa tra 45 e 69 anni d’età (fascia all’interno della quale si colloca la maggiore incidenza della patologia) e prevede l’esecuzione della mammografia ogni 24 mesi. Maggiore prudenza è raccomandata per le pazienti sane che abbiano un parente consanguineo di primo grado (madre, sorella, figlia) colpito da tumore al seno. Per questi soggetti è preferibile una maggiore frequenza nei controlli, salvo diversamente indicato dal proprio medico curante. Con cadenza annuale è consigliabile almeno una visita + mammografia e/o ecografia. Resta sempre validissima, anche per i soggetti giovani e/o senza consanguinei colpiti, l’autopalpazione del seno, alla ricerca di noduli o altre alterazioni  del seno percepibili al tatto. Secondo alcuni studi sarebbe preferibile (ma non indispensabile) eseguire lo studio durante la fase iniziale del ciclo, tuttavia con l’avvento di macchinari e di tecniche per l’acquisizione delle immagini di nuova generazione, questa indicazione assume sempre minore rilevanza.

QUANDO EVITARE

La esposizione alle RI sono assolutamente vietate sulle donne in gravidanza. Unica eccezione le pazienti in pericolo di vita. Vanno ridotte al minimo indispensabile sulle donne in età fertile e sui minori. Inoltre ogni qualvolta è possibile ottenere le stesse informazioni diagnostiche tramite pratiche non invasive andrà escluso l’utilizzo del RI. 

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